In banca o in consulenza può capitare di ricevere una proposta di investimento in fondi comuni. La domanda utile non è se lo strumento sia “buono” in astratto, ma che cosa aggiunga al portafoglio e quanto costi ottenerlo. Un fondo può offrire un'esposizione difficile da costruire da soli; può anche duplicare, con costi più alti, investimenti che già si possiedono.
Un investimento può andare male anche quando la decisione iniziale era ragionevole: i mercati restano incerti. Ci sono però errori che dipendono da noi. Riconoscerli non garantisce un guadagno, ma aiuta a non aggiungere rischi evitabili a quelli del mercato.
«ETF o fondo comune?» è una domanda utile solo se si chiarisce che cosa si sta confrontando. Un ETF è un fondo negoziato in borsa. Un fondo comune tradizionale si sottoscrive e si rimborsa secondo le modalità previste dal suo regolamento. La scelta tra gestione attiva e replica di un indice è un'altra questione: esistono ETF attivi e fondi comuni indicizzati.