La Banca centrale europea ha come obiettivo primario la stabilità dei prezzi, non la riduzione delle emissioni. Questo non rende irrilevante il clima per la politica monetaria: eventi estremi e transizione energetica possono influenzare inflazione, valore delle attività e rischi per il bilancio dell'Eurosistema. Per capire che cosa fa la BCE bisogna però distinguere tra misure passate, misure oggi operative e progetti annunciati.

Il «tilting» dei corporate bond appartiene al passato

Dal 2022 l'Eurosistema ha orientato gli acquisti e i reinvestimenti di obbligazioni societarie verso emittenti con migliori caratteristiche climatiche, usando un punteggio basato su emissioni, obiettivi di riduzione e qualità delle informazioni pubblicate. Questa scelta, detta tilting, non comportava la vendita indiscriminata di tutte le obbligazioni delle imprese più emissive.

Non va però descritta come una leva d'acquisto tuttora attiva. I reinvestimenti del programma APP sono terminati nel luglio 2023 e quelli del PEPP alla fine del 2024. La BCE chiarisce che non acquista più titoli societari nell'ambito dei due programmi. I titoli già detenuti restano in portafoglio fino a vendita o scadenza secondo le decisioni di politica monetaria, ma il tilting dei nuovi reinvestimenti non prosegue.

La novità operativa: il fattore climatico sulle garanzie

Le banche possono presentare determinate attività alla banca centrale come garanzia per ottenere liquidità. Il valore riconosciuto a queste attività tiene conto dei rischi. Dal 15 giugno 2026 è efficace un fattore climatico per alcuni titoli negoziabili emessi da imprese non finanziarie e soggetti collegati: può ridurre ulteriormente il valore ammesso come garanzia quando l'esposizione al rischio di transizione climatica è maggiore.

Nel luglio 2026 la BCE ha annunciato l'estensione del fattore ai crediti verso imprese non finanziarie. L'estensione annunciata non va confusa con la misura già entrata in vigore sui titoli. Il punto è proteggere il bilancio dell'Eurosistema da rischi che possono incidere sul valore delle garanzie, restando entro il mandato monetario.

Come si misura il rischio

Emissioni associate ai portafogli, intensità carbonica e qualità dei piani di transizione aiutano a descrivere l'esposizione climatica. Nessuna metrica è perfetta: i dati societari possono essere incompleti e una diminuzione dell'intensità del portafoglio non dimostra da sola una pari diminuzione delle emissioni nell'economia reale. Le informative climatiche della BCE permettono di seguire l'evoluzione delle sue esposizioni, ma richiedono questa cautela interpretativa.

I portafogli detenuti per la politica monetaria vanno inoltre distinti dai fondi propri della BCE e dal fondo pensione del personale: hanno finalità e vincoli differenti. Parlare genericamente del «portafoglio BCE» nasconde tali differenze.

Che cosa non può fare la banca centrale

La BCE non decide tasse ambientali, incentivi industriali o infrastrutture energetiche. Sono compiti delle istituzioni politiche. Può integrare il rischio climatico nelle analisi e nei propri strumenti nella misura coerente con la stabilità dei prezzi e con gli altri vincoli del mandato.

Per gli investitori la lezione non è acquistare qualsiasi prodotto etichettato «verde». È che rischi fisici e di transizione possono incidere su crediti e valutazioni e vanno misurati insieme a prezzo, durata, qualità dell'emittente e diversificazione. Il clima è un rischio finanziario da analizzare, non una scorciatoia per prevedere rendimenti.

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