La transizione verso energie rinnovabili e l'eliminazione delle emissioni di anidride carbonica (CO2) sono diventate priorità mondiali nell'ambito industriale. L'idrogeno verde, prodotto attraverso la separazione dell'acqua utilizzando energia rinnovabile, è considerato una soluzione promettente per ridurre l'impatto ambientale delle industrie pesanti e altri settori che richiedono energie a lunga scadenza. Questo articolo esplora le potenzialità dell'idrogeno verde come strumento fondamentale nella decarbonizzazione industriale.
L'industria rappresenta una delle principali fonti di emissioni di CO2, con il 24% delle emittenti mondiali. Settori come la siderurgia, l'alimentazione e la chimica sono particolarmente impegnativi in termini di riduzione delle emissioni a causa della loro natura intensiva energetica. La transizione verso energie pulite non è semplice: molti processi industriali richiedono temperature elevatissime o pressioni estreme, rendendo difficile l'adozione immediata di tecnologie alternative.
L'idrogeno verde presenta un'opportunità unica perché:
L'idrogeno verde viene prodotto attraverso l'elettrolisi dell'acqua, che consiste nell'uso di elettricità per dividere l'acqua in idrogeno e ossigeno. La chiave del processo è l'energia utilizzata: se questa proviene da fonti rinnovabili (come il sole o il vento), allora si tratta effettivamente di idrogeno verde. Per la produzione ocorrono 1,6 MJ elettrici per ottenere 1 MJ chimico in H₂
Nonostante le sue potenzialità, l'adozione larga dell'idrogeno verde presenta alcune sfide:
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Molte aziende e governi stanno investendo nella ricerca e sviluppo dell'idrogeno verde. Ad esempio, l'Unione Europea ha incluse i progetti di idrogeno nell'iniziativa "Green Deal" per la transizione all'economia a basso carbone L'idrogeno verde non è solo un passo verso una maggiore sostenibilità, ma anche un catalizzatore per l'innovazione e la crescita economica. Investire nell’economia dell’idrogeno significa esporsi a una filiera ancora giovane ma potenzialmente strategica, che comprende produzione da rinnovabili, elettrolizzatori, infrastrutture di stoccaggio e distribuzione, celle a combustibile e applicazioni industriali difficili da elettrificare direttamente. Per investire nell’economia dell’idrogeno si possono usare ETF tematici UCITS che comprano società attive in elettrolizzatori, celle a combustibile, gas industriali, infrastrutture e applicazioni energetiche, mantenendo però una quota limitata del portafoglio perché il settore è ancora giovane, volatile e dipendente dagli incentivi pubblici. Sugli ETF a tema idrogeno il rischio principale è che siano molto concentrati, costosi e ciclici, quindi vanno trattati come satellite speculativo, non come pilastro del portafoglio. Esistono ETF UCITS sull’idrogeno acquistabili normalmente tramite broker europei/italiani, ma li tratterei come investimento tematico ad alto rischio, non come un “nuovo petrolio”.