Comprare dieci strumenti non basta per avere un portafoglio diversificato. Se tutti dipendono dalle stesse società, dallo stesso settore o dalla stessa valuta, molti rischi restano concentrati. Diversificare significa capire da quali fattori dipende il risultato complessivo e limitare il peso di quelli che non si vuole assumere in eccesso.

La Consob descrive la diversificazione come un modo per ridurre l'impatto di un singolo evento sul portafoglio. La parola importante è “ridurre”: non esiste una combinazione di investimenti capace di evitare le perdite in ogni crisi.

Rischio specifico e rischio di mercato

Chi investe tutto in una sola azienda dipende dai risultati di quell'azienda. Distribuire il capitale tra molte società può contenere questo rischio specifico. Non elimina però il rischio che il mercato azionario nel suo insieme scenda: anche centinaia di azioni possono perdere valore nello stesso periodo.

Lo stesso vale per i fondi. Due ETF con nomi diversi possono possedere molte delle stesse società. Un ETF globale può essere ampio, ma assegnare un peso elevato a poche grandi aziende o a un singolo Paese. Prima di aggiungere un prodotto conviene quindi guardare che cosa c'è dentro, non soltanto il numero di fondi in portafoglio.

Tre livelli da controllare

1. Classi di investimento. Azioni, obbligazioni e liquidità svolgono funzioni diverse, ma nessuna è priva di rischi. Le azioni partecipano ai risultati delle imprese e possono oscillare molto. Le obbligazioni hanno rischi di tasso e di credito; la loro sensibilità ai tassi dipende anche dalla durata. La liquidità limita le oscillazioni nominali, ma può perdere potere d'acquisto. L'oro o altri strumenti possono essere considerati per ragioni specifiche, senza attribuire loro una protezione certa dall'inflazione o dai ribassi.

2. Esposizioni all'interno di ogni classe. Per le azioni contano società, settori e Paesi. Per le obbligazioni contano emittenti, scadenze, qualità creditizia e valute. Un portafoglio con molte azioni bancarie, per esempio, resta esposto a fattori comuni del settore anche se contiene numerosi titoli.

3. Coerenza con l'obiettivo. La stessa combinazione può essere sensata per un obiettivo lontano e inadatta per una spesa prevista tra un anno. Anche la riserva per le emergenze e la possibilità di dover vendere durante una perdita cambiano la quantità di rischio sostenibile.

Per vedere come queste scelte si traducono in percentuali che sommano al 100%, leggi l'esempio di portafoglio diversificato. È un esercizio didattico, non una ripartizione valida per tutti.

Geografia e settori non si sostituiscono a vicenda

Investire in più Paesi riduce la dipendenza da un solo mercato nazionale. Investire in più settori riduce la dipendenza da un'unica attività economica. Le due dimensioni possono sovrapporsi: un portafoglio distribuito tra settori ma concentrato in un solo Paese conserva il rischio geografico; un fondo mondiale può comunque essere concentrato in alcuni settori.

La diversificazione settoriale è utile per leggere meglio queste esposizioni. Se però si acquistano ETF di settore in aggiunta a un fondo globale, si può aumentare, non diminuire, il peso delle società già presenti nel fondo. Una scelta settoriale può essere intenzionale, ma va riconosciuta come tale e misurata sul portafoglio complessivo.

La valuta merita un controllo separato. Un ETF negoziato in euro può detenere attività esposte al dollaro o ad altre monete: la valuta del prezzo di borsa non basta a descrivere il rischio di cambio.

Che cosa fare nel tempo

Una diversificazione utile richiede poche verifiche regolari:

  • confrontare la composizione effettiva degli strumenti, evitando sovrapposizioni involontarie;
  • controllare se i pesi sono ancora coerenti con obiettivi e bisogni di liquidità;
  • valutare costi, imposte e differenze tra prodotti prima di ribilanciare;
  • non usare i rendimenti passati come prova che una componente proteggerà anche nella prossima crisi.

Diversificare aiuta a non dipendere da una sola previsione. Non promette rendimenti più alti, né trasforma un investimento rischioso in uno sicuro: rende più chiari i rischi che si è scelto di assumere.

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