Due indici possono contenere le stesse società e produrre risultati diversi. A cambiare è il peso assegnato a ciascuna azione. In un indice ponderato per capitalizzazione, le aziende più grandi pesano di più. In un indice equal weight, ogni azienda parte con un peso simile alle altre. Nessuno dei due metodi garantisce da solo un rendimento superiore o perdite più contenute.

Che cosa cambia nella costruzione dell'indice

L'S&P 500 tradizionale assegna a ciascuna società un peso legato alla sua capitalizzazione di mercato corretta per il flottante: le azioni effettivamente disponibili agli investitori. Se il prezzo di una società cresce più degli altri, il suo peso tende ad aumentare. Questo metodo segue l'evoluzione del mercato, ma può concentrare una parte rilevante dell'indice in poche grandi aziende.

L'S&P 500 Equal Weight contiene gli stessi titoli, ma li riporta periodicamente a un peso uguale: circa lo 0,2% ciascuno al momento del ribilanciamento trimestrale. Il meccanismo riduce la concentrazione sui titoli più grandi. Per farlo, vende parte delle posizioni che nel frattempo sono cresciute relativamente di più e acquista quelle che sono rimaste indietro.

Ne deriva una maggiore esposizione relativa alle società meno grandi dell'indice. Possono cambiare anche il peso dei settori e l'esposizione a caratteristiche come value e momentum. Non è quindi soltanto una versione “più diversificata” dello stesso investimento: è una scelta di portafoglio diversa.

Meno concentrazione non garantisce un drawdown minore

Il drawdown misura la perdita da un massimo precedente a un minimo successivo. Se a scendere sono soprattutto le aziende più grandi, un indice equal weight può essere meno colpito di uno ponderato per capitalizzazione. Se invece soffrono di più le società più piccole dell'indice o i settori a cui l'equal weight dà maggiore peso, può accadere il contrario.

Per questo non è corretto descrivere l'equal weight come una protezione automatica nelle crisi. Riduce un tipo di concentrazione, non il rischio azionario nel suo complesso. Un investitore che non può sostenere una forte perdita temporanea dovrebbe prima valutare quanta parte del portafoglio destinare alle azioni, non cercare nella sola ponderazione dell'indice una soluzione al problema.

E il rendimento di lungo periodo?

Anche l'idea opposta — che ridurre il peso delle aziende più grandi comporti necessariamente meno ricchezza — non regge come regola generale. Secondo S&P Dow Jones Indices, dalla nascita dell'indice equal weight nel 2003 fino alla sua analisi pubblicata nel 2026, la versione a pesi uguali dell'S&P 500 ha ottenuto un rendimento totale superiore a quella per capitalizzazione. Il risultato cambia però a seconda del periodo osservato: quando poche grandi società trainano il mercato, l'indice per capitalizzazione può prevalere anche per anni.

Questi sono risultati storici degli indici, non rendimenti netti garantiti per chi acquista un ETF. Il risultato dell'investitore dipende anche dai costi del fondo, dalla differenza tra andamento dell'ETF e indice, dai costi di negoziazione, dalla fiscalità e, per chi investe in euro in attività esposte al dollaro, dal cambio. Il ribilanciamento più frequente dell'equal weight è un'altra caratteristica da considerare, senza presumere che abbia lo stesso costo in ogni prodotto.

Come scegliere senza farsi ingannare da un solo numero

Prima di confrontare due ETF, controlla che seguano lo stesso mercato e guarda:

  • rendimento con dividendi inclusi, nello stesso periodo e nella stessa valuta;
  • perdita massima e tempo impiegato per recuperarla;
  • concentrazione nei primi titoli e peso dei settori;
  • costi correnti, scostamento dall'indice e facilità di negoziazione.

Il drawdown non è irrilevante: una perdita temporanea può costringere a vendere o rendere difficile rispettare il piano. Ma neppure il rendimento passato decide da solo. La domanda utile è quale combinazione di concentrazione, oscillazioni, costi e comportamento dell'investitore sia coerente con il proprio portafoglio.

In sintesi: la ponderazione per capitalizzazione accetta che i vincitori pesino sempre di più; l'equal weight ne limita periodicamente il peso e introduce altre esposizioni. Nessuno dei due metodi è sempre più prudente o sempre più redditizio.

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